Impressionismo 🖼

Cerchiamo di capire, rapidamente, che cosa è l’Impressionismo. 

L’Impressionismo è un movimento artistico che si sviluppa in Francia, in particolare a Parigi, nella seconda metà dell’Ottocento per poi continuare fino all’inizio del Novecento. L’ultima parte del movimento viene chiamato Neoimpressionismo, ma di questo ne parleremo più avanti.
Il nome del movimento, in realtà, ha origine dispregiativa: venne definito così da Louis Leroy, critico d’arte per il giornale Le Charivari, dopo aver visto “Impression, soleil levant” di Monet. Lo considerava un quadro incompleto, un’insieme di macchie di colori senza senso e faceva “impressione” (in senso dispregiativo) 

In realtà la tecnica impressionista considerava il colore come materia viva: i toni chiari contrastano con quelli scuri per creare un continuo gioco di luci, i colori vividi fissano quello che il pittore vede nella natura più brillanti e limpidi.
L’Impressionismo nasce infatti con la pittura “en plein air”, ovvero “all’aria aperta”, in pieno contatto con la natura. Per questo le tavole utilizzate sono spesso piccole e i colori preferibilmente ad olio. Cerca infatti di catturare lo scorrere del tempo offerto dal cambiamento di luce e dal passare delle stagioni. Ad esempio Monet fece numerose versioni de La cattedrale di Rouen in diverse ore del giorno e condizioni climatiche. 
Gli artisti infatti hanno la possibilità di studiare dal vero gli elementi che compongo la natura: il cielo, gli alberi che prendono tinte insolite, l’acqua e l’atmosfera. Il paesaggio quindi non diventa più un contorno, uno sfondo a cui spesso non si fa caso, ma diventa parte integrante dell’opera e avvolge le figure. Si esce dall’atelier anche per fare i ritratti, che adesso vengono fatti all’aperto.

Attenzione però: queste sono le linee guida generali del movimento, ma non tutti gli autori erano così. Ciascuno di essi dipingeva a seconda della propria sensibilità: c’era chi dipingeva in atelier, chi utilizzava il nero (colore che in teoria non si dovrebbe vedere nell’impressionismo, infatti di solito si preferisce un blu scuro o un marrone), chi preferisce alla natura la figura umana in movimento (vedi Degas e Renoir con scene di vita quotidiana e ballerine) o i paesaggi urbani (come Monet, che solo dopo passerà a paesaggi naturali con le Ninfee, che riprodusse numerose volte in momenti diversi). Non è un movimento monolite, non ha delle guide standard che ognuno deve necessariamente seguire: ha dei caratteri generali da cui ognuno trae spunto e le sfrutta come meglio crede.
Trova il suo inizio in Manet, l’apice in Monet e la sua conclusione con Cèzanne.

Il movimento si diffonde così rapidamente in tutta Europa per la rapidità di esecuzione: a molti artisti bastavano quindici minuti per concludere un’opera e venivano molto apprezzate negli ambienti borghesi.

Quali sono le origini di questo movimento? I punti salienti per così dire.
Il movimento dell’Impressionismo trova i suoi propulsori in altri due movimenti: il Romanticismo è il Realismo: entrambi hanno segnato un punto di rottura con la tradizione negando l’importanza del soggetto (che spesso veicolava l’opera verso argomenti di carattere storico, profano o religioso), rivalutando la pittura del paesaggio, l’interesse rivolto più al colore che al disegno e soprattutto la prevalenza dell’artista. Egli si trasforma da mero esecutore dell’opera, a persona viva che non deve nascondere i propri sentimenti e le sue emozioni, ma piuttosto riportarle sulla tela anche a costo di avere una spatolata meno precisa.
Un altro stimolo arrivó dall’Esposizione universale di Parigi nel 1889, dove si presto interesse all’arte esotica cinese e giapponese. Hokusai e la scuola di Ukiyo-e  rappresentava scene di vita quotidiana molto vicine al realismo che andava diffondendosi in Francia e in Europa. La vera rivoluzione arriva però con la macchina fotografica e “Leggi sull’accostamento dei colori” di Chevreul: questo teso fu alla base della teoria impressionista sul colore, che non li mescola, ma li accosta per ottenere superfici vive e in movimento. Un’altro grande aiuto arrivó dall’avvento dei colori in tubetto. Gli artisti inizialmente creavano i colori da soli in studio, in questo modo invece dipingere anche all’aria aperta risultava più facile. 


Si ha la prima mostra impressionista quando ancora nemmeno era nato il movimento.
Nel 1863 Napoleone III inaugura il Salon des Refuses, per ospitare le opere che furono rifiutate dal Salon ufficiale. Vi partecipò, tra gli altri, Ã‰douard Manetcon Le déjeuner sur l'herbe (Colazione sull'erba), che provocò un notevole scandalo e che venne definito immorale.
Due anni più tardi, lo stesso Manet scandalizzò nuovamente l'opinione pubblica con Olympia.
La prima manifestazione ufficiale della nuova pittura si tenne il 15 aprile 1874, presso lo studio del fotografo Felix Nadar, alla quale parteciparono Claude MonetEdgar DegasAlfred Sisley e Pierre-Auguste Renoir.
E in Italia?
Non si può parlare di vero e proprio impressionismo, che non ebbe un particolare sviluppo. Ci furono però alcune figure che ci si avvicinarono come Zandomeneghi, de Nittis e i Macchiaiolo, restando però ancorati alla tradizione quattrocentesca. 

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